da Marco Zanconato 3 tempo di lettura

Le api sono insetti diffusi in quasi tutto il pianeta. Ne esistono diverse specie di cui la più conosciuta è l’Apis mellifera o Ape europea.

Oggi le api stanno scomparendo: in diverse parti del mondo le colonie sono diminuite vertiginosamente. Negli Stati Uniti ad esempio, tra il 2006 e il 2010 la popolazione di api è diminuita del 60% passando da 3 milioni ad un milione di esemplari in soli quattro anni. Questa perdita potrebbe avere enormi ripercussioni sull'ambiente e sulla stessa sopravvivenza dell’uomo.

Dunque la vera ricchezza dell’apicoltura è proprio l’impollinazione! Sono responsabili di un sesto di tutte le infiorescenze del pianeta. Grazie ad esse si deve l’impollinazione di almeno 400 diversi tipi di piante, alcune delle quali fondamentali in agricoltura e quindi nel sostentamento della nostra specie e di quelle animali. Il loro valore economico non è nemmeno stimabile. Negli USA calcolano la cifra di sola questa attività (che determina un raccolto alla fine del ciclo) superiore ai 20 miliardi di dollari, praticamente contribuiscono a un terzo della nostra dieta. Ecco perché circola il detto che: senza api l’uomo possa sopravvivere al massimo quattro anni.

Sapevate che in alcuni Paesi del mondo dove non ci sono api, si ricorre all'impollinazione artificiale? Consiste nel trasferimento “manuale” del polline dai fiori maschili a quelli femminili per strofinamento diretto oppure tramite appositi pennelli. Un’altra possibile alternativa arriva dal Giappone, dove si sta pensando di sostituire gli insetti impollinatori con droni e insetti modificati geneticamente, che però non risultano efficaci, economici e compatibili con il resto dell’ecosistema come le api "vere".

Diversi studi hanno cercato di dare una spiegazione al progressivo declino della popolazione mondiale di api. Oltre all'impatto causato dai parassiti, dalla frammentazione degli habitat e dagli organismi geneticamente modificati, la principale causa sembrano essere i pesticidi utilizzati in agricoltura, soprattutto i neonicotinoidi e il glifosato.

I neonicotinoidi provocherebbero nelle api uno stordimento che non le renderebbe più in grado di svolgere correttamente le proprie funzioni nella colonia, spingendole in particolare ad allontanarsi dall'alveare, fatto che ha portato i ricercatori a chiamare questo fenomeno “sindrome dello spopolamento degli alveari” (Colony Collapse Disorder). Se invece presenti ad alte concentrazioni, i neonicotinoidi provocano la morte immediata. Anche il glifosato sembra avere un ruolo nella decimazione delle api. Questo erbicida infatti danneggia l’insieme di batteri benefici che proteggono le api dalle malattie, provocando serie conseguenze sia alla loro salute sia alla loro capacità di impollinatori.

Un altro fattore di minaccia per questi insetti è il cambiamento climatico. Secondo uno studio, le forti siccità portano i fiori a secernere molto meno polline, causando un crollo della produzione del miele, fondamentale per la sopravvivenza dell’alveare.

Sono state fatte e continuano ad essere fatte iniziative importanti per cercare di salvare questi animali. Un esempio è il progetto “Api e orti”, frutto della collaborazione tra Conapi, Legambiente e Università di Bologna, che cerca di riqualificare il territorio urbano per restituire l’habitat alle api.

Inoltre vengono sollevati sempre più dubbi sull'uso massiccio dei pesticidi agricoli e le associazioni ambientaliste come Greenpeace chiedono la messa al bando di quelli più impattanti sugli insetti impollinatori.

Finora nel proteggere le api il paese più avanti di tutti è la Francia, che nel 2018 ha messo al bando tutti e cinque i tipi di neonicotinoidi di cui la ricerca scientifica ha dimostrato la pericolosità nei confronti delle piccole impollinatrici.

Come sostiene Marla Spivak, entomologa americana specializzata in apicoltura, anche piantare fiori davanti alle nostre case, nei giardini, lungo le strade e nei parchi potrebbe essere una possibile soluzione per salvaguardare le popolazioni di api e la nostra stessa esistenza.

Ognuno di noi può fare qualcosa per fermare la scomparsa delle api.

Marco Zanconato
Marco Zanconato



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